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Biofeedback per la cefalea tensiva


 

 

La Cefalea di Tipo Tensivo si chiama così perchè genera da un'eccessivaincontrollata e persistente tensione dei muscoli del cranio (es. tempie, fronte, mandibola), del collo e/o delle spalle che, negli individui geneticamente predisposti, produce e sostiene la progressiva sensibilizzazione delle vie del dolore/sensoriali, un meccanismo neurobiologico che via via rende tali vie sempre più facilmente attivabili, per cui con il progredire della malattia verso la cronicizzazione bastano stimoli sempre più blandi (come una inconsapevole e moderata tensione muscolare) a determinarne l'attivazione (= sentire dolore/tensione), dando vita ad un circolo vizioso (impossibile da spezzare in modo permanente con i farmaci o la fisioterapia) che sfocia nello stato di Cefalea Tensiva che può durare anche per molti giorni di seguito.

Spesso la cefalea tensiva peggiora quando l'individuo cade in stati di stress, ansia o depressione. 

La Cefalea di Tipo Tensivo non è quindi un semplice "mal di testa": è uno stato psicofisiologico generale debilitante che spesso si manifesta con senso di stanchezza, pesantezza, stordimento, depressione o sconforto, demotivazione, ansia o rabbia, oltre che con dolore o senso di tensione/costrizione alla testa, collo e/o spalle.

La sua natura complessa spiega perchè i tipici interventi fisioterapici, utili in dolori di altra natura, sono in questi casi inefficaci, donando al paziente solo un sollievo temporaneo.

Il Biofeeedback è un trattamento psicofisiologico, un training grazie al quale l'individuo inverte il processo di sensibilizzazione delle vie nervose del dolore/sensoriali (interrompe il loop dolore ↔ tensione), attraverso la riduzione e l'eliminazione dell'eccessiva tensione muscolare inconsapevole che causa le cefalee e a normalizzare il livello d'attivazione neurofisiologica (legata all'ansia, allo stress e alla depressione) che alimenta il processo patologico.

 


 


 

    

 

 


L'Efficacia del Biofeedback per la cefalea tensiva


Il Biofeedback per il trattamento della cefalea tensiva si basa su una lunga e vasta sperimentazione scientifica, comiciata a partire dagli anni '70, che ne ha ampiamente dimostrato l’efficacia e che ne fa l’opzione di prima linea per la prevenzione della cefalea di tipo tensivo (Nicholson et al. 2011).

Oggi l'unico modo per evitare questo dipo di mal di testa è quello di prevenirlo. Attualmente non esistono cure farmacologiche in grado di risolvere definitivamente la cefalea tensiva, ma solo cure preventive di modesta efficacia, come l'amitriptilina (Laroxyl), che ha un'efficacia nel ridurre gli episodi cefalgici molto bassa, dimostrata in meno del 30% dei pazienti trattati (3 pazienti su 10) e con effetti collaterali anche gravi.

 


Biofeedback e Cefalea Tensiva: qual'è il protocollo più efficace?


 

Il biofeedback ha mostrato un'efficacia nell'80-90% dei casi, a seconda dei protocolli utilizzati. E' di fondamentale importanza dunque assicurarsi che il protocollo utilizzato sia quello più adatto al paziente trattato. 

L'applicazione di protocolli sbagliati non produce danno, ma neanche miglioramenti: per questa ragione è indispensabile affidarsi a mani esperte e con un'ottima conoscenza delle basi neurobiologiche e psicologiche di questa classe di disturbi; competenze che possono essere possedute solo da professonisti psicologi che abbiano alle spalle una solida formazione neuroscientifica. Il biofeedback non deve essere confuso con una tecnica fisioterapica; lo svolgimento di un quasiasi training di biofeedback deve sempre e comunque essere svolto sotto la supervisione di uno psicologo con le adeguate competenze in ambito psicofisiologico.

Il biofeedback è un intervento di tipo psicofisiologico e la psicofisiologia è quella branca della scenza che si occupa di individuare i meccanismi fisiologici che sono alla base del funzionamento psichico. 

L'esperienza clinica ha dimostrato che il protocollo di biofeedback più efficace per il trattamento della cefalea di tipo tensivo è quello che prevede l'uso integrato delle tre seguenti tecniche:

  1. Calibrazione senso-motoria
  2. Shaping
  3. Rilassamento Progressivo

Con tale protocollo si raggiunge una percentuale di successo dell'80%: ossia 8 pazienti su 10 sperimenta come minimo una riduzione clinicamente significativa della frequenza, durata e intensità della cefalea tensiva. Con l'amitriptilina (Laroxyl), lo psicofarmaco più utilizzato per la cefalea tensiva, tale percentuale scende bruscamente a meno del 30%.

 

L’efficacia del Biofeedback dipende anche dal locus in cui vengono posizionati i sensori e dall'abiità del biofeedback therapist/trainer ad individuarli; ad esempio, da uno studio comparativo tra l’EMG-Biofeedback effettuato sui muscoli della fronte e l’EMG Biofeedback effettuato sui muscoli del trapezio è emerso che ben il 100% dei pazienti trattati con quest’ultimo protocollo hanno raggiunto una riduzione clinicamente significativa mentre i pazienti trattati con il primo protocollo hanno raggiunto risultati clinicamente significativi “solo” nel 50% dei casi (Arena et al., 1995): “solo” è posto tra virgolette perché il 50% è comunque è un buon risultato se lo compariamo al 20-30% dell’amitriptilina.

 

In una recente metanalisi Nestoriuc et al. (2008) hanno condotto un rigoroso confronto tra 53 ricerche (selezionate tra un numero maggiore in base al rigore metodologico usato) condotte a partire dagli anni 70 sull’efficacia dei vari protocolli di Biofeedback nel trattamento della cefalea tensiva.

Da questo imponente studio, condotto con una metodologia di analisi esemplare, sono emersi dati molto chiari: il Biofeedback  ha un’efficacia che si colloca nel range medio-alto a seconda del protocollo utilizzato: l’EMG-Biofeedback è il trattamento con il grado di efficacia più alto.

 


I vantaggi del biofeedback come trattamento della cefalea tensiva


 

A fare del biofeedback la terapia elettiva per il trattamento di tutte le forme di cefalea tensiva sono dunque le seguenti peculiarità:

  • E’ clinicamente efficace nell’ 80% dei pazienti trattati (Sherman, 2012)
  • Non comporta l’assunzione di farmaci
  • E’ privo di effetti collaterali e controindicazioni
  • E’ indolore e sicuro
  • E’ economico: il protocollo standard prevede solo 8 sedute e non c'è bisogno di sedute successive o periodiche.
  • Ha effetti duraturi (efficacia a lungo termine dimostrata sino a 15 anni)

 

E’ stato inoltre dimostrato che l’efficacia del Biofeedback è significativamente superiore a quella del semplice rilassamento; da una ricerca (Blanchard et al., 1982) è emerso che il 36% dei pazienti con cefalea tensiva e il 44% dei pazienti con emicrania che non hanno mostrato miglioramenti con le sole tecniche di rilassamento (10 sedute in 8 settimane) hanno invece risposto bene al Biofeedback.